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La Divina Commedia (Purgatorio, V)
Quando tu sarai tornato al mondo / e riposato de la lunga via, / ricorditi di me, che son la Pia; / Siena mi fe', disfecemi Maremma: / salsi colui che 'nnanellata pria / disposando m'avea con la sua gemma. / Siena mi fe', disfecemi Maremma.
Dolente Pia
ZINGARA / Dolente Pia, dolente Pia, / dolente Pia innocente è prigioniera. / Col capo chino, la fronte al seno, / pensa a quei giorni del passato ricordi in fior. / PIA / Torna, sento già la tua luce nell’anima. / Sei qui con me, sono le braccia tue che stringo. / Per quanti mesi e notti e giorni, / non saprei dire, non lo so ma questo è certo: / ci fu l’inverno, poi primavera, / la vita torna nel castello ma non per me. / Guarda se ne va questo sogno di te. / Là batte l’onda e un cavallo galoppa. / Ma l’amore, il nostro amore, marcisce dietro a questa porta. / ZINGARA / Ma l’amore, questo amore, marcisce dietro a quella porta. / Fa sempre freddo, in quelle mura, / il cielo è chiaro ma la terra resta scura. / Poi il primo verde, la lunga luce, / pensa a quei giorni del passato ricordi in fior. / Dolente Pia, dolente Pia, / Dolente Pia innocente è prigioniera. / Col capo chino, la fronte al seno, / pensa a quei giorni del passato ricordi in fior.
Mura mura
PIA / Tocco intorno, con le mani affondo, / più non esco via di qui. / Chiudo gli occhi, sono cieca o vedo / luce dentro me. / Luce luce luce bianca, luce luce stanca, luce luce. / Aria aria aria fredda, aria aria lenta, aria aria. / Torno indietro, troppo grigio scende, / tutto buio al mondo è. / Apro gli occhi, non c'è vento adesso: / non sei più con me. / Sole sole sole nero, sole sole greco, sole sole. / Muro duro duro duro, muro muro crudo,muro muro. / Mura mura mura, / nelle mie notti non c’è più la luna. / Cerco un corpo, contro i sassi tremo, / non c'è un'anima per me. / La finestra ha cento sbarre, mille. / Non respiro più. / Ferro ferro ferro freddo, ferro ferro dentro, ferro ferro. / Pietra pietra pietra chiusa, pietra pietra muta,pietra pietra. / Mura mura mura, / nelle mie notti non c’è più la luna. / Prigione mica è dentro, prigione mica è quello, / è non potersi chiudere dentro. / La prigione è non potersi chiuder dentro.
Non c'è piu' sole
PIA / Non c'è più sole dentro al mio cuore, / mi manchi sai, paurosamente. / Non c'è ferita dove appoggiare / le labbra mie assetate. / Portami via con questa aurora, / non ho più giochi da ricordare. / Oh Nello, mio dolce amor, / io me ne andrò senza di te, ti avrò negli occhi. / A cavallo dell'alba ti stringerò a me, / in questa luce nuova che estasi non è. / La porta è chiusa, / tutto è silenzio. / C'è un cielo spento nel firmamento. / La quercia è muta, il vento tace, / non ho parole da bisbigliare. / Oh Nello, mio dolce amor, / io me ne andrò senza di te, senza più lacrime. / A cavallo dell'alba ti stringerò a me, / in questa luce nuova che estasi non è. / Era uno sguardo d'amore, non t'ha retto il cuore. / Era un gioco dei sensi, l'hai gettato ai quattro venti.
Contrasto
NELLO / Dimmi Ghino, quanto tu sai di Pia. / Le mancavo? Rispondi, ti prego, / perché la Pia io l'ho talmente in cuore, / che a perderla sarei tutto un dolore. / GHINO / Caro Nello, ascolta un amico: / io te lo dico per non farti soffrir. / Temo forte che la tua cara sposa / la stella non sia che allora ti sembrò. / NELLO / Ma a questi colori, a questa terra, / io non vorrei mai portar la guerra. / GHINO / Ho solo scherzato, esagerato! / Non scaldarti, non scalmanarti: / son solo chiacchiere del vicinato, / son sicuro che tutto falso sarà. / NELLO / Ahimé tu cerchi l'ira di placare, / ma la vendetta mi divora il cuore. / Le tue parole non so più scordare, / ucciderò il mio primo amore. / “E m’hanno detto che un’ ci sara’ piu’ guerre… / A chi la dai’ a intendere, a chi la dai a intendere!”
Le corna
ZINGARA / Le corna! Quanta paura hanno i maschi delle corna! / Perché è come se un altro gli ci piantasse la sua bandierina, / sul territorio loro! / Come se un cane gli venisse a farci una pisciatina! / Basta fargli il gesto, delle corna, / e quelli non ragionan più! / Così fa presto Ghino a vendicarsi: / va a dire a Nello che sua moglie, / tutto il tempo che lui era in guerra, / era stata a divertirsi col suo amante. / CAVALIERE / Becco e bastonato! / Ma se in lei fede non aveva perduto, / com’è che poi s’è creduto cornuto? / ZINGARA / Troppo buio, il bacio era indistinto. / CORO / Il buio fa sì che non si discerna / chi sia; sol biancheggiar vede una gonna. / Ma ratto salta dalla parte interna / un uom che s’appoggiava a una colonna. / E alzando la splendida lanterna / fa il volto rischiarar della sua donna. / La riconosce, e dei due scorge il doppio / abbraccio, e fin del bacio ode lo scoppio.
La gelosia
NELLO / Ho un fuoco nelle vene, / una serpe nella pancia, / un veleno nella gola… / Creperai, troia schifosa. / Io ti odio sai, ti odio, quel rossore sulle guance… / la scintilla che hai negli occhi… io ti odio! / Santarellina vezzosa, puttanellina devota, / occhi falsi su al cielo. / Bugiarda nera pelosa, finta mia donna amorosa, / riso furbo sotto al velo. / L'ho capito sai, di che pasta sei fatta, / non sarai mica matta, mica matta. / L'ho capito sai, di che pasta sei fatta, / non sarai mica matta, tutta matta. / Mi sgraffiava il cuore sai, / a veder che lo baciavi… / Ti sputavo anche in faccia, / vile specie di razzaccia. / Mi bruciavi nelle vene, / e nemmeno respiravo… / Eri tu quella che amavo, / che ogni notte ricordavo. / Piccola strega fetente, razza di buco demente, / oggi io ti maledico! / Donna di finte promesse, cuore di lana caprina, / non sei più la mia bambina. / Non finisce qui, non finisce qui, / non ci provare adesso, tanto è lo stesso. / Non finisce qui, non si chiude qui, / Non ci provare adesso tanto è lo stesso / M'hai sporcato ogni gioia, brutta troia. / Mi hai sciupato la vita, sozza fica. / Ti torcerai le mani contro al muro, / vedremo adesso chi è più duro.
Dolente Pia
ZINGARA / Dolente Pia, dolente Pia, / dolente Pia innocente è prigioniera. / Col capo chino, la fronte al seno, / pensa a quei giorni del passato ricordi in fior. / PIA / Torna, sento già la tua luce nell’anima. / Sei qui con me, sono le braccia tue che stringo. / Per quanti mesi e notti e giorni, / non saprei dire, non lo so ma questo è certo: / ci fu l’inverno, poi primavera, / la vita torna nel castello ma non per me. / Guarda se ne va questo sogno di te. / Là batte l’onda e un cavallo galoppa. / Ma l’amore, il nostro amore, marcisce dietro a questa porta. / ZINGARA / Ma l’amore, questo amore, marcisce dietro a quella porta. / Fa sempre freddo, in quelle mura, / il cielo è chiaro ma la terra resta scura. / Poi il primo verde, la lunga luce, / pensa a quei giorni del passato ricordi in fior. / Dolente Pia, dolente Pia, / Dolente Pia innocente è prigioniera. / Col capo chino, la fronte al seno, / pensa a quei giorni del passato ricordi in fior.
Testamento
PIA / Mi manchi Nello sai, non dubitare, / che ancora t'amo sì, che più mi duole / il perder te che non veder più il sole. / Sulla finestra mi visita un corvo: / mi porta bacche in dono e un ago, / un volo azzurro che mai gli pago. / Il respiro caldo della mia pelle / io in eterno lo lascio alle stelle. / Il bicchiere macchiato di rossetto / te lo voglio frantumare sul petto. / Pozzo delle mie brame, / trovo un soldo di rame. / Anima mia veggente, / regalami un cuore sapiente. / Getto una manciata d'erba voglio / a chi non distinse il grano dal loglio. / Chi parlò con voce roca d'amore / abbia la mia pipì color del sole. / Le unghie per graffiarti sulla schiena / io le lascio sotto la luna piena. / Le gocce del piacere che m'hai dato / in ricordo di tutto quello che è stato. / Frugo nei desideri, / c ’è l’anello di ieri. / Anima mia veggente, / regalami un cuore sapiente. / Ma quella cavalla nera, Bufera, / libera tornerà alla mia morte. / E chi oserà toccarle la criniera / per sempre piangerà la mala sorte.
Settimanima
ZINGARA / È piegato giù il bambù, / c'è una roccia sulla strada. / Stacca il fiato, tutti i sensi: / vola via, settima anima. / PIA / Pelle gialla, occhio spento, / sangue stagna, gira lento. / Succhia via il mio sudore, / voglio il mio primo amore. / ZINGARA / Datti in pasto alle zanzare, / va in tremore di malaria. / Mastica l’aria batti il tamburo. / Datti via, passa oltre il muro. / PIA / C'è un'arsura morta e densa, / m’incombe un cielo pesante. / Trafiggimi con questa lancia, / la rena m'incendia la pancia. / ZINGARA / Riempiti d'aria, succhiala dentro, / gonfia il corpo, esplodi in centro: / mille pezzi oltre le mura, / dammi la mano se hai paura. / PIA / Afferrami con mani grandi, / soffia vento di maestrale, / portami oltre il monte, il mare, / non lasciarmi più tornare. / ZINGARA / È piegato giù il bambù, / c'è una roccia sulla strada. / Stacca il fiato, tutti i sensi: / fuggi via settima anima. / PIA / Sono luce, sono vento, / io ti sfioro non ti sento. / Non ho ombra sulla terra, / fango secco su di me. / ZINGARA / Manca poco al tuo decollo, / molla il corpo di cartone: / è una rampa ad espansione / per portarti via di qui. / PIA / A tradimento vo' piglia' la luna, / a tradimento vo' piglia' le stelle. / Non ho più peso, spicco il volo / nella luce azzurra d'estasi.
Meravigliati i boschi
CORO / Danno la via meravigliati i boschi, / non usi a contemplar tanta bellezza, / l'ora natia di quei roveti foschi / di scherzarle fra il crin prende vaghezza: / ma il venticel che vien dal mar de' Toschi / piange mentre passando la carezza. / Quasi fosse il sospir della natura / antiveggente la di lei sciagura. / Tutta questa meraviglia non ci fa non ci si piglia! / Tutta questa meraviglia che nell’aria torna. / Tanto dolce sospirare, quel parlare non parlare… / questo gemere del mare che nell’aria sale.
Pia - Come La Canto Io
Universal Music
2007zweitausendsieben











